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agricoltura biologica

Agricoltura Biologica

L’agricoltura biologica è un metodo di produzione che avviene seguendo i normali ritmi della natura.

La tecnica di cui si avvale prevede l’accrescimento delle piante e degli animali rispettando gli habitat circostanti, migliorando la fertilità e i nutrienti del terreno e attuando tutti quei miglioramenti atti a ridurre il consumo idrico e l’inquinamento dell’aria.

Non prevede l’uso di prodotti chimici per combattere i patogeni delle colture e non usa fattori di crescita. Piuttosto impiega naturali antagonisti e tecniche di coltivazione che favoriscono lo scambio di nutrienti con il conseguente naturale rafforzamento della pianta.

Il termine ‘biologico’ vuol definire, insomma, la naturalezza dell’attività agricola, ossia il fatto che essa segua ritmi naturali dettati dalla biologia della pianta o dell’animale.

L’agricoltura biologica si sviluppa seguendo i principi base e le normative comunitarie e nazionali.

I quattro principi

  • Il principio del benessere

Il sistema biologico considera il benessere del suolo, delle piante, degli animali, degli esseri umani e del pianeta come un insieme unico ed indivisibile.

Ogni organismo presente in un sistema interagisce con altri attraverso scambi di nutrienti e sostanze così come avviene nella catena alimentare.

Il corretto scambio di nutrienti sani e non contaminati permette al sistema di equilibrarsi e raggiungere quindi uno stato di benessere inteso come l’integrità e la totalità dei sistemi viventi.

Il benessere va ad influenzare positivamente l’assenza di malattie, il miglioramento fisico, sociale e mentale ma anche aspetti ambientali come la capacità di ripresa e la rigenerazione di organismi.

Il ruolo dell’agricoltura biologica è quello di sostenere ed ampliare il benessere degli ecosistemi e di tutti gli organismi. In particolare si propone di produrre alimenti di elevata qualità, che siano salubri e che contribuiscano alla prevenzione delle malattie e alla salute evitando l’impiego di fitofarmaci, fertilizzanti,  additivi alimentari e medicine veterinarie che possano provocare effetti dannosi sulla salute.

agricoltura biologica

  • Il principio dell’ecologia

L’Agricoltura Biologica dovrà essere basata su sistemi e cicli ecologici viventi, lavorare con essi, imitarli ed aiutarli a mantenersi.

Gli antichi greci definivano la parola ecologia come lo studio dell’ambiente in cui un essere vivente vive. Il termine deriva infatti dall’unione di “oikos” e “logos” che significano rispettivamente “casa” o “posto per vivere” e  “studio” o “discorso”.

Il principio dell’ecologia rappresenta la base del sistema biologico e prevede l’adozione di processi ecologici e di riciclo che considera essere i precursori del benessere e del mantenimento di un ambiente e di ogni singola produzione.

Ogni processo produttivo dovrà quindi adottare misure ecologiche nel sistema in cui si attua al fine di tutelare il prodotto finale. Tali misure consistono nella riutilizzazione e gestione efficiente dei materiali e dell’energia, parimenti nel riciclo allo scopo di mantenere alta e migliorare la qualità dell’ambiente e preservare le risorse.

Il sistema è rappresentato dal suolo per le colture, dall’agro-ecosistema per gli animali e dall’ambiente acquatico per gli organismi marini. Mentre, invece, le attività che prevedono l’interazione con sistemi naturali come i sistemi colturali, quelli pastorali e di raccolta spontanea dovranno adattarsi ai cicli ed agli equilibri ecologici già esistenti in natura. Questi sistemi sono specifici per ogni luogo e la loro gestione biologica dovrà essere differente a seconda delle condizioni, dell’ecologia, della cultura e delle dimensioni locali e inoltre dovrà tutelare l’equilibrio ecologico tramite l’adozione di sistemi agricoli, la gestione della diversità genetica e agricola e l’insediamento di habitat.

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  • Il principio dell’equità

L’agricoltura biologica dovrà costruire relazioni che assicurino equità rispetto all’ambiente comune e alle opportunità di vita.

Questo principio sottolinea come l’agricoltura biologica non sia fine a se stessa ma debba creare attorno ad essa anche delle relazioni sociali lungo tutta la filiera produttiva . In altre parole, agricoltori, lavoratori, trasformatori, distributori, commercianti e consumatori hanno il compito di instaurare delle relazioni umane in modo da assicurare giustizia sociale per tutti i livelli e a tutte le parti interessate. Devono cioè assicurare una buona qualità della vita a tutti gli attori della filiera e contribuire alla sovranità alimentare e alla riduzione della povertà.

Queste azioni devono essere compiute  anche sugli animali garantendo loro forme di allevamento che seguano la loro naturale forma fisiologica e il loro comportamento favorendo così il loro benessere.

Le risorse ambientali e naturali usate lungo tutta la filiera devono essere gestite secondo principi ecologicamente e socialmente giusti, prendendo in considerazione le generazioni future. Trasparenza e ottimizzazione dei costi ambientali e sociali dei sistemi di produzione, del mercato e della distribuzione contribuiscono in tal senso al raggiungimento dello scopo.

  • Il principio della precauzione

L’agricoltura biologica dovrà essere gestita in modo prudente e responsabile, al fine di proteggere la salute ed il benessere delle generazioni presenti e future, nonché l’ambiente.

Le metodologie che sono e saranno adottate dovranno essere conformi ai sistemi in cui vanno applicate , non devono ,cioè, migliorare l’efficacia e la produttività a discapito della salute e del benessere ma essere dei validi strumenti che tutelano la natura stessa del sistema. La precauzione e la responsabilità devono essere i concetti base da cui partire per poter apportare dei miglioramenti allo sviluppo di tecnologie e alle scelte di gestione.

Spesso la pratica e la saggezza unite alle conoscenze tradizionali ed indigene portano a ottime soluzioni che sono consolidate nel tempo e che possono essere di supporto alla conoscenza scientifica e alla nuova tecnologia da applicare.

A tal proposito questo tipo di agricoltura dovrà prevenire rischi maggiori tramite l’adozione di tecnologie appropriate ed il rifiuto di tecnologie imprevedibili come ad esempio l’ingegneria genetica. Le decisioni dovranno riflettere i valori e le necessità di tutti coloro che potrebbero esserne coinvolti, tramite processi trasparenti e partecipativi.

Agricoltura biologica e le normative che la regolano

La prima regolamentazione fu illustrata nel documento emanato dalla Comunità Europea nel 1991, ossia il *Reg. (CEE) n° 2092/91 che interessava il metodo di produzione biologico dei prodotti agricoli e delle derrate alimentari. Successivamente, nel 1999, con il *Reg. (CEE) n° 1804/99 sono state regolamentate anche le produzioni animali.

Nell’anno 2007, nel mese di Giugno, i regolamenti precedenti sono stati sostituiti con uno nuovo quale il Reg. (CEE) n° 834/07, che interessa l’etichettatura e la produzione dei prodotti biologici -sia di origine animale che vegetale- comprendendo anche l’acquacoltura.

documento del Consiglio europeo relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici.