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imprenditore agricolo

Imprenditore agricolo, come si diventa e i requisiti per esserlo

Per comprendere più adeguatamente l’attività dell’imprenditore agricolo, soprattutto se volete seguire tale percorso, è meglio cominciar a vederla dalla prospettiva in cui la vede lo Stato italiano per dare il via libera a tale professione, cominciamo a leggere ed interpretare ciò che dice la legge riguardo a tale lavoro.
• Nel Codice Civile, libro quinto (detto “del lavoro”), l’ articolo 2135, primo comma, dichiara: <>.
Questa prima parte dell’ articolo 2135 fa intendere, che per un primo passo verso la professione d’ imprenditore agricolo, bisogna avere qualifiche appropriate verso le attività sopraindicate, che ritrovano ampie applicazioni, per creare un giusto equilibrio, nei diversi settori in cui sono state impiegate.
• Nel medesimo articolo, il secondo comma, dice: <>.
Tale comma da modo di interpretare la professione di agricoltore come operaio specializzato dello sviluppo, della cura e della conservazione biologica animali e/o vegetali. In seguito, a seconda del tipo di utilizzo, verrà decisa la loro assegnazione.
• Nel terzo ed ultimo comma dell’articolo riguardo la professione di imprenditore agricolo, dice: <>.
Quest’ultima parte dell’articolo, specifica che lo sviluppo, la cura e conservazione, da parte dell’agricoltore, di quella natura, animale o vegetale che sia, potranno poi essere condotte al ripopolamento e alla valorizzazione di ecosistemi terrestri o di aree marine in cui scarseggia particolare fauna o vegetazione; oppure tali risorse possono essere assegnate alla trasformazione e commercializzazione di prodotti alimentari o derivati; o anche all’utilizzazione nell’impiego come forniture per prodotti aziendali, utilizzando queste materie, mediante alterazioni per impiegarle in applicazioni in differenti campi specializzati (artigiani, case farmaceutiche) nel trattamento alle differenti risorse (collanti, solventi, tessuti, estratti, polpa, ecc).
Le nozioni appena lette sono soltanto i principi dell’imprenditoria agricola, che da un punto di vista giurisdizionale ricalca anche, nel Codice Civile, nel libro dedicato al lavoro, gli articoli che vanno dal 2135 al 2187, adibiti a ciò che l’agricoltore è tenuto a conoscere per la responsabilizzazione della propria impresa, e tutto ciò che c’ è da sapere su: la mezzadria, la colonia parziaria, della soccida e negli usi nei rapporti di associazione agraria.
Nell’ambito di questa categoria d’ imprenditoria, ci sono doveri, responsabilità e scambi verso colleghi imprenditori agricoli, soprattutto se la propria attività viene esercitata su un fondo altrui, essendo, inoltre, soggetto agli obblighi stabiliti dalle norme corporative concernenti l’ esercizio dell’agricoltura.
Nel campo del lavoro agricolo il dirigente è colui che è investito di tutti o di una parte dei poteri del datore di lavoro su tutta l’azienda o su una parte importante delle mansioni che essa svolge, come ad esempio la responsabilità dell’allevamento bovino o della responsabilità contadina.

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